Raffaele Castria: L’esperienza teatrale con La Voce della Luna

Asterione intervista il regista Raffaele Castria (attore, regista, direttore artistico del teatro Stabile Del Giallo di Roma) a proposito della sua esperienza con “La Voce della Luna”, un’Associazione Culturale (ed ora Compagnia Teatrale) nata nell’omonimo Centro Diurno dell’ASL RM/E.

Durante l’intervista, Castria ha modo di spiegare cosa sia il Teatro Integrato, anche dal punto di vista del regista, dell’attore, del professionista. Ne nasce una riflessione intensa ed articolata che investe il senso stesso del teatro, oggi.

Intervista a Raffaele Castria from Cristiano M. Gaston on Vimeo.

Resoconto della riunione del 22 dicembre 2006

Riunione del 22 dicembre 2006, ultima riunione dell’anno. La riunione si è aperta con il laboratorio, per il quale è stata decisa una formula mista dando facoltà di portare indifferentemente brani di letteratura (b) o scene video di film (v). Ecco l’elenco delle opere presentate:

  • Montaggio originale (scene da film varî, montaggio utilizzato per un convegno sul disturbo post traumatico) (v)
  • Pino Tripodi, “Vivere malgrado la vita” (b)
  • Wonder boys, di Curtis Hanson (v)
  • Sandro Veronesi, “Caos calmo” (b)
  • Francesco Piccolo, “Il tempo imperfetto” (b)
  • Paul Watzlawick, “Istruzioni per rendersi infelici” (b)
  • Beppe Grillo, “Tutto il Grillo che conta” (b)

È, mi si passi il paradosso, una consueta sorpresa scoprire ogni volta come i brani sfilino l’uno dopo l’altro collegati come una collana. Temi portanti nei commenti sono stai il dolore ed il cambiamento.

La riunione è servita prevalentemente per aggiornare il gruppo su numerosi progetti in corso, alcuni dei quali finalmente in dirittura d’arrivo, e per pensare ad una migliore integrazione con BombaCarta, della cui federazione Asterione fa parte come socio fondatore.

Si è parlato anche dei progetti già pubblici (in particolare il progetto educatori ed il progetto sui gruppi riabilitativi).

Brindisi, panettone, torrone ed auguri finali! 

A giorni dovremmo pubblicare alcune interessanti novità!

Storie di Comunità

di Beatrice di Giuseppe e Manuela Toraldo

“IL MIO TEMPO…”
Il mio tempo finisce nel nulla,
Dove finisce lo spazio e incomincia il nulla,
Lo spazio è infinito, ma il tempo no.
Per me si è fermato in un attimo
E sono entrato nel nulla”

A. P.

Tempi, luoghi e relazioni in una comunita’ terapeutico riabilitativa.

L’inserimento in una Comunità Terapeutico Riabilitativa rappresenta, per ogni utente, uno specifico segmento del proprio percorso di malattia e di riabilitazione. Può avvenire in concomitanza di uno stallo terapeutico oppure rappresentare un momento di cesura con il passato, in ogni caso segna sempre l’inizio di una nuova fase di vita per ogni utente che, lasciandosi alle spalle un determinato periodo, entra in C.T. con delle aspettative di cambiamento. Continua a leggere

Come si modifica, nel tempo, la funzione terapeutica gruppale in una Comunità Terapeutica

di Beatrice di Giuseppe, Giorgio Villa

Continueremo ad esplorare
e alla fine delle nostre esplorazioni
ci troveremo al punto da cui siamo partiti
e conosceremo il posto per la prima volta.

T.S. Eliot

Premessa

E’ risaputo che la funzione terapeutica generale di una Comunità Terapeutica per pazienti schizofrenici, per portatori di gravi disturbi di personalità e per pazienti dalla doppia diagnosi risiede nel suo clima ovvero nella sua capacità di modulare, come un corpo vivente, – sotto il segno di una chiara leadership – gli elementi più legati alla quotidianità con quelli, invece, connessi a settings e dimensioni psicoterapeutiche di tipo per lo più gruppale e, per altro verso, individuale. Continua a leggere