2002-05: gli inizi

Nel 2002, mentre finisco il mio dottorato di ricerca a via dei Sabelli, decido di metter su insieme a due amici – Fabio Bocci e Pier Paolo Colombo – una sorta di gruppo di lavoro. Il gruppo è pensato come un luogo ove far fermentare, liberi dai vincoli delle nostre rispettive attività quotidiane, idee, stimoli, linee di pensiero e di ricerca interessanti. Il suo carattere distintivo è una esplicita vocazione all’interdisciplinarietà: vuole quindi essere prima che uno spazio di ricerca, uno spazio di cultura (che delle ricerca è sempre un sano presupposto). Visto il mio amore per Borges, e in particolare per un suo racconto, chiamo il gruppo “Asterione” (mi erano care alcune immagini, quali quella del labirinto e della sorpresa).

2005-06: il primo laboratorio

Qualche anno più tardi diramo un invito ad amici e colleghi di varie formazioni (psichiatri, psicologi, educatori, filosofi). La proposta piace e il 22 giugno del 2006 si svolge la prima riunione. A seguire si aggiungono anche alcuni miei ex studenti del CdL in Educatore Professionale di Comunità spostando – pur sempre in ottica interdisciplinare – il baricentro del gruppo in una direzione più pedagogica.

Quasi da subito, viene fissato un appuntamento mensile che include il laboratorio di lettura “O’Connor”, in “subappalto” da BombaCarta.

2006-09: Asterione si apre all’esterno

Il laboratorio di lettura diventa gradualmente il nucleo delle riunioni e viene inventata la nuova formula del laboratorio “misto”: alla letteratura si aggiungono musica e cinema. Le riunioni proseguono con regolarità per tutto l’anno coinvolgendo una quindicina di persone in tutto.

Asterione inizia un’intensa attività rivolta all’esterno: partecipa all’Officina di BombaCarta organizzando una giornata dal titolo “Il grigio” (il tema dell’anno è: “I colori”, giornata condotta da Pier Paolo Colombo, Salvatore Martini e me); il lab di lettura viene portato per due anni come esperienza di laboratorio all’Eduraduno da Pier Paolo Colombo prima e da me poi; partecipa due volte all’annuale Convegno di Reggio Calabria organizzato da Pietre di Scarto, un’associazione federata con BombaCarta (“In principio era il racconto” e “La poesia, vivere nella possibilità”), il primo anno con Salvatore Martini e il secondo con me.

In questo periodo dà vita anche a diverse esperienze autonome: realizza due interviste (a Raffaele Castria e Giorgio Villa), prodotte da Salvatore Martini, l’“Officina di Psichiatria” (con me e Pier Paolo Colombo) e una serata sul sogno (organizzata da Salvatore Martini).

Il numero di educatori presente nel gruppo è tale che si decide di rinunciare al laboratorio O’Connor per aprire un laboratiorio proprio – seppur con la medesima formula – rivolto specificamente agli educatori.

2010: Ultime attività e chiusura

Intorno al 2010, mi rendo conto che il gruppo si sta sbilanciando in una direzione che non mi rassicura affatto. L’investimento dei partecipanti è molto alto, ma il gruppo aveva iniziato a “specchiarsi” un po’ troppo, a chiudersi, a ripetersi. In pratica, a diventare un po’ narciso e quindi, inevitabilmente, sterile.

Provo a introdurre alcune correzioni (in particolare una migliore sinergia con BombaCarta sperando in una disponibilità a interagire di più con l’esterno), senza particolare successo. Il gruppo “resiste” al cambiamento.

Limitiamo i lavori dell’anno alla preparazione dell’Officina di BombaCarta del giugno 2010, sospendendo le attività esterne (anche per fronteggiare un po’ di stanchezza). Purtroppo le dinamiche non mutano (anzi, forse peggiorano) e prendo una decisione drastica: la chiusura.

Archivio storico

È ancora disponibile l’archivio storico con i principali articoli pubblicati negli anni

2010-22: Il sito come memoria storica

Tengo online il sito come archivio e come memoria storica fino al 2017, poi penso di chiuderlo. Avviene un curioso episodio di cybersquatting (se siete curiosi ho raccontato la storia), che mi fa venire qualche mal di testa ma che si conclude poi definitivamente a fine 2022 quando riesco a registrare nuovamente il dominio originale (asterione.org).

2023: La seconda vita

Nel gennaio del 2023, grazie anche a un disimpegno da BombaCarta che mi lascia un po’ di tempo libero in più, ho aperto una Newsletter. Anche se al momento della sua nascita è un progetto esclusivamente personale, la mia speranza è che si possa gradualmente ricostituire un ambiente di scambio, di interazione ed eventualmente anche di aggregazione simile a quello che Asterione è stato fino al 2010.

Che la newsletter ne abbia ripreso il nome è il sugello a questa ambizione e d’ora in poi cercherò di far confluire tutte le mie attività non strettamente individuali sotto il “cappello” di Asterione. Riattivare il sito e dargli una nuova forma mi è sembrato, a questo punto, inevitabile.